martedì 26 gennaio 2010

S & I 2009

Semiario di autoformazione organizzato nel 2009

IMMAGINARI REALTA' LETTERATURA
Aprire spazi di intervento sulla realtà con la letteratura
Facoltà di Lettere e Filosofia, Padova

Questo ciclo di  seminari di autoformazione nasce all'interno delle mobilitazioni dell'Onda Anomala.
Nel vivere gli ultimi mesi facendo politica all'interno della facoltà, ci siamo trovati di fronte a un continuo confronto e contrasto tra la narrativa del reale e il reale stesso, tra come ci fanno apparire le cose e come sono realmente.
Quello che è il nostro immaginario collettivo è una storia che rischiamo di subire, un immaginario che inevitabilemente  condiziona il nostro modo di agire, capire, leggere e definire la realtà.

L'unica alternativa per non subire una storia è raccontare altre storie.
L'unica altrenativa per non subire un immaginario è creare altri immaginari.

Per questo motivo il percorso parte dall'idea di prendere in considerazione il sapere nella sua funzione di produrre immaginari.

Produrre immaginari che narrino genuinamente delle realtà, e lo facciano senza essere ammantati di quelle paranoie di paura e insicurezza, indotte dagli immaginari mainstream, tramite i quali il potere, oggi prevalentemente mediatico, si esprime a scopo di controllo.

E produrre immaginari Ë proprio una delle funzioni possibili della letteratura, poichè narra realtà, mostra sentimenti.

Alla base sta la convinzione che conoscere i processi creativi degli immaginari letterari possa aiutarci a discernere i processi che stanno alla base della creazione degli immaginari mainstream e, dunque, a decostruirli.

Imparare a dominare i processi creativi di immaginari può così contribuire alla creazione di immaginari altri che si contrappongano a quelli mainstream.

Non giustapponendovisi, ma facendone esplodere le contraddizioni.

L'ambizione di questi seminari è dunque quella di cogliere la letteratura in una doppia funzione, che si rivela fortemente politica:
da un lato quella di mettere a nudo la funzionalità di controllo degli immaginari prodotti dai dispositivi del potere, dall'altro quella di fungere da forza propulsiva per pensare e praticare in modo non riduttivo l'esperienza della libertà.

 "E' importante notare che la lotta per la sopravvivenza non è realmente separabile dalla vita culturale della fantasia. Fa parte di essa. La fantasia è ciò che ci consente di immaginare noi stessi e gli altri in maniera diversa. Essa fa sì che il possibile ecceda il reale, indicandoci un altrove e, qualora sia incarnato, conduce l'altrove a casa" (Judith Butler 2006)
 
 
 
I INCONTRO
MercoledÏ 6 MAGGIO ore 16:30
Aula Vetrina
"Realtà, immaginari, letteratura: gli scenari dell'oggi"
con: WU MING 2, autore assieme a WU MING 1 di "New Italian Epic"

"Questo libro racconta come e perchè, negli ultimi anni, molti romanzi italiani si siano attratti e incontrati fino a formare una vasta nebulosa, un "campo elettrostatico" letterario. » la nebulosa della "nuova epica italiana-, come ha proposto di battezzarla Wu Ming dopo il primo avvistamento, nella primavera del 2008. Come un corpo celeste, attendeva solo di essere "scoperta" e descritta. Non è un movimento di autori, ma un dialogo tra libri. Opere diverse, ma costruite su un comune sentire, una rinnovata fiducia nella parola e nel raccontare, un'etica della narrazione che porta a unire attitudine pop e ricerca di storie complesse, sguardi obliqui sulla realtà e visioni di mondi alternativi, sovversione della lingua ed esperimenti "transmediali". Ad aprire questa raccolta è l'ormai noto "memorandum" sul New Italian Epic, in una versione riveduta e ampliata. A seguire, due lunghi interventi esplorano la dimensione sociale e politica di questo nuovo approccio al mestiere di raccontare, mestiere descritto come pratica di resistenza." (da www.ibs.it)

II INCONTRO
MartedÏ 12 Maggio ore 16.30
Aula Vetrina
"Letteratura e spazi urbani"
con Gianni Biondillo, giallista e autore del libro "Metropoli per principianti":

"Per parlare di città e territorio usiamo a sproposito categorie desuete (città, campagna, centro, periferia), oppure ci lasciamo affascinare da nuove parole d'ordine (i "non-luoghi") che comprendiamo poco, ma che danno un tocco di modernità ai nostri discorsi. Critichiamo la città del Novecento, ma non conosciamo il nome di chi davvero l'ha sognata e, solo in parte, costruita. Discutiamo di marginalità, di sicurezza, per sentito dire, mai in presa diretta. Viviamo le trasformazioni urbane come dilettanti, con categorie critiche vecchie di un secolo. Abitiamo le nuove metropoli italiane, delle quali neppure ammettiamo l'esistenza, come principianti, pieni di nostalgia per un passato che non abbiamo mai conosciuto davvero. Di questo ed altro parla Gianni Biondillo nel suo libro. Lo fa, innanzitutto, da architetto quale lui è, come tecnico attento alle dinamiche urbane."(da www.ibs.it)


III INCONTRO
giovedì 28 maggio ore 16:30
Aula vetrina
"Letteratura nella metropoli"
con Sandrone Dazieri, giallista ex-leoncavallino autore della serie del Gorilla, suo alter-ego che soffre di sdoppiamento della personalità, buttafuori sui generis, costretto dalle circostanze e da un personalissimo senso della giustizia a trasformarsi in detective senza licenza. 
Parlare di metropoli da dentro le sue incrinature può forse evidenziare in maniera diretta le paranoie che si trovano sulla superficie dell'acqua metropolitana, non vedendole dalla barca dell'immaginario-mainstram, ma dalla parte dei pesci che sott'acqua si muovono.

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